Piscine Interrate Private e Pubbliche
Cosa cambia a livello normativo tra piscine private e pubbliche?
Quando si parla di realizzazione di una piscina interrata, è fondamentale distinguere tra impianti ad uso privato e quelli ad uso pubblico o collettivo. La differenza non riguarda solo la destinazione d’uso, ma anche la normativa da applicare e le procedure autorizzative.
Le principali fonti normative di riferimento in Italia sono:
Atto di Intesa Stato-Regioni del 2003
Normativa UNI 10637 del 2006
Questi testi definiscono le caratteristiche tecniche e i requisiti degli impianti in funzione della loro destinazione. In particolare, la normativa classifica le piscine interrate in base a categorie precise:
Categorie di piscine interrate secondo la normativa
Tipo A1: piscine pubbliche, come quelle comunali.
Tipo A2: piscine ad uso collettivo, situate all’interno di strutture ricettive (alberghi, agriturismi, campeggi, palestre, scuole, ecc.), accessibili solo agli ospiti o utenti della struttura.
Tipo A3: piscine progettate per il gioco acquatico.
Tipo B: piscine condominiali.
Tipo C: piscine riabilitative.
Tipo D: piscine private, al servizio di abitazioni mono o plurifamiliari (fino a 4 unità abitative).
Regolamenti regionali e autorizzazioni
Oltre alla normativa nazionale, ogni Regione italiana adotta un proprio regolamento, che recepisce e personalizza le direttive a livello locale. Per questo motivo è fondamentale:
Verificare le normative regionali specifiche.
Consultare l’Ufficio Tecnico comunale.
Richiedere un parere preventivo all’ASL di competenza.
Affidarsi a un tecnico o progettista qualificato per la valutazione normativa e la gestione delle pratiche autorizzative.
